10 dicembre 2018
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Aston Martin Vantage GT3

Aston Martin Vantage GT3: la street legal più irriverente del Salone di Ginevra

La Aston Martin Vantage GT3 è l’auto più attesa dell’anno che farà la sua prima vera apparizione al Salone di Ginevra 2015. Vuoi perché a presentare il suo nuovo gioiellino è la casa automobilistica inglese nata per stupire, vuoi perché i curiosi vogliono verificare il rinnovamento della gamma promesso da Andrea Bonomi, la trepidazione si fa sempre più sentire così come cominciano a divenire sempre più frequenti le uscite “in gran segreto” della Aston Martin Vantage GT3, e le supposizioni su come sarà la sfidante della Porsche più ambita dagli intenditori.

Aston Martin: un secolo di storia targata Great Britain

Aston-Martin-Vantage-DB7Nata dalla passione di due amici per le vetture destinate alle corse nel 1913, la Aston Martin assumerà questo nome solo nel 1915, soppiantando quello di Aston-Clinton. La fondazione dell’azienda, quasi in concomitanza della prima guerra mondiale non consente alla neonata casa automobilistica di produrre a pieno ritmo auto, difatti la prima verrà lanciata sul mercato delle corse automobilistiche solo nel 1922. Si tratta di una piccola fabbrica, che produce auto in maniera quasi artigianale. Lo scoppio della seconda guerra mondiale impone un nuovo stop produttivo che condurrà, nel dopoguerra, all’acquisizione della società da parte di David Brown, che nel 1950, per 20.000 sterline acquisterà la proprietà completa del brand. E’ questo il periodo in cui vengono proposti al grande pubblico i modelli che hanno fatto la storia di Aston Martin dalla DB4 alla DB5, e a partire dagli anni ’70, anche la serie Vantage. Nel ’72 Aston Martin viene venduta a Ford, e sotto la sua ala verranno prodotti i modelli rimasti nell’immaginario collettivo come l’emblema del brand: parliamo della DB7 seguita dalla Vanqish e dalla DB9, protagoniste non solo della strada ma anche di pellicole internazionali, come quella che vede protagonista James Bond.

Nel 2007 Ford tiene per sé solo il 10% delle azioni di Aston Martin, alla quale continuerà a fornire i motori, ma il resto della società passa nelle mani di due investitori, Dor e Richards, molto interessati al mondo delle corse e della Formula 1; ma anche questa avventura si dissolve velocemente: oggi la società ha nuovi investitori, tutti italiani parte del gruppo Investindustrial S.p.A. che promettono di restituire ad Aston Martin il lustro che merita lanciandola sul mercato con vetture destinate a conquistare gli intenditori.

Aston Martin Vantage GT3: il rilancio parte da una street legal

Aston-Martin-GT3-Foto-SpiaE’ dal 2013, anno del centenario di Aston Martin e dell’acquisizione del 37,5% della casa inglese da parte dell’italiana Investindustrial, che si attende il rinnovamento della gamma, promesso a gran voce da Andrea Bonomi e finalmente materializzatosi nei box inglesi: parliamo della street car più aggressiva e graffiante che ha cominciato a far parlare di sé a partire dalla metà del 2014, e che adesso rivela qualche piccolo particolare quando sfreccia  a Nürburgring.

Di fatto, la storica casa inglese non è mai stata tra quelle disposte a contiAston-Martin-GT3-Foto-Spia-Retronui aggiornamenti e revisioni, anche se ogni volta che ha presentato la sua nuova quattro ruote ha lasciato tutti col fiato sospeso. Ma i 177 milioni di euro che sono stati portati freschi di stampa nelle casse di Aston Martin dal partner italiano Investindustrial S.p.A., sommati a quelli promessi dalla società Adeem Investment con sede nel florido Kuwait, hanno indubbiamente rimpinzato le casse di Aston Martin talmente tanto che ci si aspetta di ammirare una vera fuoriclasse, quando il telone scoprirà questo gioiellino.

Aston Martin Vantage GT3: cosa c’è sotto il telo mimetico?

Aston-Martin-Vantage-GT3-RacingPur non conoscendo esattamente tutti i dettagli della nuova nata in casa Aston Martin, chi l’ha incrociata sul circuito di Nürburgring sotto un telone mimetizzato, ha potuto avere un assaggio dei battistrada, enormi per le ruote anteriori, ma ancor di più per quelle posteriori, e assicura che si tratta di una vettura dall’assetto ribassato in pieno stile Porsche. Il motore dovrebbe essere più scattante e potente di quello installato sulla Vantage V12 S: un motore da 5,9 litri V12 che va ad alimentare le ruote posteriori con un cambio automatico a 7 marce. La velocità massima della sorella più anziana è di 330 km/h, ma, dalle indiscrezioni, la Aston Martin Vantage GT3 dovrebbe essere molto più potente, almeno nel motore.

Per la velocità raggiunta dalla vettura inglese restano ancora molti dubbi: tutto dipenderà dal tipo di cambio che si deciderà di installarvi. Se Aston Martin opterà per un cambio manuale la nuova Vantage GT3 non riuscirà ad oltrepassare i 300 Km/h, che pur restando una velocità di tutto rispetto, resta sotto le aspettative di quelli che amano sfrecciare in pista a velocità esagerate. Quindi per accontentare i possibili acquirenti, e porsi sul solco di Porsche, la casa inglese dovrebbe scegliere un cambio automatico che ha tempi di trasmissione molto più rapidi e una resa più efficiente.

Per avere prestazioni al top, la Aston Martin Vantage GT3 dovrà pesare molto meno, quindi il lusso a cui gli appassionati della casa automobilistica britannica sono abituati, probabilmente sarà meno accentuato e ridotto al minimo: meno accessori significa d’altronde meno peso da trasportare e maggiore resa su strada. Da come la vettura telonata ha preso le curve sul circuito si suppone che il suo peso sia molto inferiore rispetto ad ogni vettura finora commercializzata dalla casa automobilistica inglese, il che sarebbe una grande novità per il brand.

Aston Martin Vantage GT3: quanto costerà questo gioiellino?

E’ inutile dire che Aston Martin Vantage GT3 non è una vettura destinata a tutti, anzi: a differenza della V12 Vantage il cui prezzo si aggira intorno alle 138.000£, pari a circa 200.000 €, quello supposto per la Aston Martin GT3 Vantage potrebbe toccare i 250.000€ e oltre. D’altronde, una macchina che sarà prodotta in soli 100 esemplari non può esser pagata troppo poco, altrimenti l’esclusività sarebbe sottovalutata, non vi pare?

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